Sul canale Twitch NightHouse, gestito da CineDistopic in collaborazione con noi di Spleen Magazine, abbiamo avuto il piacere e l’onore di condurre un’intervista a Federico Zampaglione, noto cantautore e frontman dei Tiromancino, nonché regista. In questa occasione, Zampaglione ha vestito i panni del regista per presentarci la sua ultima opera cinematografica, The Well .
La sala rende giustizia all’horror
L’intervista a Federico Zampaglione si apre con una riflessione profonda sulla necessità di vivere l’esperienza di un film horror all’interno di una sala cinematografica. Il regista sottolinea come l’atmosfera unica del cinema, con il suo schermo gigante e il suono avvolgente, sia fondamentale per apprezzare appieno le emozioni e la tensione che un horror vuole trasmettere. Guardare un film di questo genere a casa, magari su uno schermo di dimensioni ridotte e con un volume basso, non solo ne riduce l’impatto, ma rischiando anche di compromettere il lavoro minuzioso svolto sulla regia, sulla colonna sonora e sull’uso dei silenzi, elementi chiave per creare il senso di inquietudine e paura.
Zampaglione pone l’accento su come il cinema horror sia pensato per avvolgere lo spettatore in un’esperienza totale, che coinvolge non solo la vista ma anche l’udito e, in senso più ampio, la percezione emotiva. In una sala buia, isolata dal mondo esterno, ogni dettaglio visivo e sonoro acquista forza, mentre a casa, distrazioni e condizioni subottimali possono disperdere l’immersione. Secondo il regista, vedere un orrore sullo schermo del computer o in un contesto domestico privo di un sistema audio adeguato non rendere giustizia al lavoro creativo e alla cura tecnica dedicata al film, vanificando l’obiettivo principale del genere: spaventare, sorprendere e tenere lo spettatore con il fiato sospeso.

The Well
L’intervista a Federico Zampaglione è proseguita con un’analisi approfondita degli aspetti tecnici che caratterizzano il suo ultimo lavoro,The Well . Il regista ha condiviso dettagli interessanti sull’estetica del film, soffermandosi in particolare sull’accurata scelta dei costumi e sul design degli interni della villa, luogo principale in cui si sviluppa la narrazione. Ogni elemento visivo è stato concepito per creare un’atmosfera suggestiva, capace di immergere lo spettatore in un mondo con tinte sia medievali che contemporanee.
Un altro punto chiave della discussione è stato il trattamento riservato ai “mostri” che popolano il film. Zampaglione ha raccontato come ognuno di loro sia stato progettato con caratteristiche uniche, sia estetiche che comportamentali.
L’intervista ha poi toccato il tema degli omicidi rappresentati nel film, sottolineando il forte impatto visivo e splatter di queste scene. Il regista ha spiegato come tali sequenze siano state studiate nei minimi dettagli risultanti per estremi ma mai gratuiti, inserendosi coerentemente nella narrazione.

Garrone, Deodato ed altro ancora
Durante la live, non ci siamo limitati a parlare della sua ultima opera, ma abbiamo esplorato il panorama del cinema horror, sia italiano che internazionale, discutendo anche delle sfide produttive in Italia. Non sono mancati momenti divertenti, come gli aneddoti che Federico ci ha raccontato su Matteo Garrone e Ruggero Deodato.
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